Perché l’influenza si chiama così?

Una riflessione linguistica ispirata da una vignetta di Legolize

Tweet originale

Le vignette di Legolize ci avevano già ispirato una riflessione sui comandi “Salva” e “Salva con nome”, ma questa volta ci portano dall’ambito informatico a quello medico. Il doppio senso riguarda la parola “influenza”, che oltre a indicare un’azione esercitata da qualcosa o qualcuno su luoghi, fenomeni o persone, è anche una malattia infettiva acuta di origine virale. A ben vedere, la parola ha almeno un’altra accezione tipica dell’astrologia: l’influsso dei corpi celesti sulle cose e sugli esseri animati, siano questi animali o umani. Ed è proprio a questo taglio astrologico che dobbiamo l’origine del nome della malattia.

L’origine latina

Come riportato in diverse pubblicazioni scientifiche e linguistiche, il termine medico “influenza” deriva dalla locuzione latina ab occulta coeli influentia, che significa “da un occulto influsso dal cielo”. Nel Medioevo era credenza diffusa che ogni inverno una forza ignota scendesse dal cielo per “scorrere dentro” (inflŭere) gli esseri umani e causare sintomi quali tosse, febbre e raffreddore. I pianeti furono a lungo ritenuti colpevoli della diffusione delle malattie: nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, Don Ferrante sostiene che l’epidemia di peste del 1630 è dovuta una “fatale congiunzione di Saturno con Giove”. Meno male che col tempo, grazie alla scoperta di batteri e virus, la gente comune si è liberata da qualsiasi superstizione e ha iniziato a confidare ciecamente nella scienza.

Un titolo di TGCOM 24: Ecco il presunto guaritore che cura malattie "aliene" parlando con gli angeli
Tolto qualche rarissimo caso

La variante francese

Parallelamente a “influenza”, nell’Italia del XVIII secolo si diffuse anche il francesismo “grippe” (da gripper, “afferrare”), che ha lasciato tracce in alcune lingue regionali ma è pressoché scomparso dall’italiano comune. Al contrario, la parola grippe indica tutt’oggi l’influenza in francese e ha avuto un discreto successo in altre lingue europee, arrivando in diversi casi a dividersi la piazza con una variante di origine italiana. In spagnolo troviamo tanto gripe quanto influencia; in catalano grip concorre a influència; il tedesco ha sia Grippe che Influenza. In inglese, invece, grippe è considerato un termine antiquato; molto più usato è flu, derivato di flue e abbreviazione di influence o influenza, che entra nel vocabolario nel 1743 in concomitanza con l’arrivo dell’influenza nel Regno Unito. La malattia divenne poi un problema mondiale nel 1918, a causa dell’epidemia di quella che venne battezzata impropriamente “influenza spagnola”.

Consigli per evitare il contagio da influenza spagnola. Solo io ho un déjà-vu? (fonte)

L’influenza e la lingua

Spesso il lessico correlato alle malattie si diffonde a braccetto con le malattie stesse. In questi mesi di COVID-19 abbiamo visto in tempo reale come le epidemie possono avere un’influenza enorme sulle parole che usiamo nella vita quotidiana. I casi sono tantissimi: dalla risemantizzazione di “tamponare” all’ingresso nel Devoto-Oli di termini inglesi come “droplet” e “spillover”, senza dimenticare il famigerato e tanto discusso “green pass” (che, per inciso, è chiamato così solo in italiano). Se non altro tutti questi esempi fanno riferimento a concetti concreti, ben lontani dalle astratte influenze celesti. Ormai possiamo affermare che il genere umano ha i piedi ben saldi sulla terra.

O forse no

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Immagine di copertina: Kelly Sikkema (Unsplash)


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Scritto da

Ruben Vitiello

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Italiano a Barcellona, traduttore barbaro, amministratore della TDM.
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