Io no spick inglisc 2: de riturn

10 nuovi agghiaccianti esempi di inglese maccheronico

Dopo il primo terrificante episodio, Io no spick inglisc!, ecco finalmente un nuovo appuntamento con la serie horror preferita dai linguisti: quella dedicata all’inglese maccheronico. Come per ogni serial che si rispetti, il copione è sempre lo stesso: nei 10 errori che ti mostreremo, scovati grazie alla nostra community, la lingua inglese verrà seviziata e assassinata in puro stile splatter. Attenzione: la lettura non è adatta ai deboli di cuore.

1. And the premium goes to…

Segnalata da Antonio

Pur essendo vero che in inglese premium può anche significare “ricompensa” o, in alcune accezioni, “premio”, quando si parla di competizioni “premio” va tradotto con prize. Chissà perché, abbiamo la sensazione che l’unico premio che questo cartello potrebbe vincere è “TDM dell’anno”.

2. Giù per il tubo

Scovata da Giovanni a Napoli

Questo cartello non si fa mancare nulla. Oltre a un testo di partenza che lascia a desiderare (questi chi?), nella traduzione possiamo ammirare: due parole inventate (gabinet e but), un traducente errato (il cestino dei rifiuti in inglese è bin, non basket) e una doppia negazione, che in inglese è un errore grammaticale. A meno che non sia un tentativo di traduzione verso lo scozzese. Gli concediamo il beneficio del dubbio?

3. TDM in pastella

Scovata da Azzurra a Napoli

Si sa, la frittura ha quella magica capacità di rendere tutto più buono, anche la suola di una scarpa. Questa TDM però è già gustosa così com’è: oltre a un sugar flower che non si sa bene da dove arrivi, c’è quel fritturin che ha un certo retrogusto di Cuggino Translate. Al contrario di una buona frittura, questa traduzione fatta male risulta difficile da digerire.

Post originale

4. La TDM non è acqua

Segnalata da Sara

Suvvia, ammettiamolo una volta per tutte: l’inglese sarebbe molto più semplice da imparare se le parole si scrivessero come vengono pronunciate. A questo punto, però, ci sorge un dubbio: avranno anche un menu in inglese britannico con scritto wotah?

5. S’è rott!

Scovata da Lorenzo alla Stazione di Napoli Centrale

Passiamo a un altro caso di “parla come mangi, scrivi come pronunci”: no servis. Al genio umano che ha partorito questa TDM potrebbe essere stato affiancato Google Traduttore, probabile autore dell’altrettanto errata traduzione del cartello a sinistra. Cose da mandare in cortocircuito i neuroni di tutti i linguisti che son passati di lì.

6. A Carnevale ogni coriandol vale

Segnalata da Camilla

Come se non fosse abbastanza grave il fatto di scrivere make photos anziché take photos, in questa chiesa hanno moltiplicato le TDM creando il termine “coriandols”, che possiamo supporre sia un goliardico scherzo di Carnevale. Marameo!

7. Welcome to the cappel

Segnatala da Michele

Restiamo in tema di chiese (e di parole inventate) con questo bellissimo neologismo. Non sappiamo se “cappel” diventerà mai di uso comune, ma una cosa è certa: per sistemare questo cartello serve un miracolo.

8. Pane, acqua e neologismi

Segnalata da Effrem

Evidentemente, inventare neologismi in lingua inglese è un hobby molto diffuso. Anche in questo caso, non sappiamo come l’autore del cartello sia arrivato a dissating, ma apprezziamo lo sforzo creativo. Che poi, quanto bello non è quando una bevanda ti disseta proprio al punto giusto? Exactly!

9. Profondo rosso

Segnalata da Luca

Dai neologismi passiamo ai falsi amici: rapa in inglese si dice turnip, non rape, che significa invece “stupro”. Se pensiamo che questo cartello è stato scovato nello snack bar dell’Università di Udine, che offre un corso di laurea magistrale in traduzione, questa mancanza diventa davvero imperdonabile. Come abbiamo visto con Trieste e Bari, ospitare una buona università non mette al riparo delle TDM. I buoni traduttori non mancano, bisognerebbe giusto coinvolgerli un po’ di più!

10. But soltant in the mattin

Post originale

Questo capolavoro d’arte contemporanea è un chiaro omaggio al genio di Totò e al suo indimenticabile noio volevam savuar. In questo caso, siamo certi che Google Traduttore non c’entri niente: è tutta farina del loro sacco. E già che si parla di pane e farina, secondo te a quanto ce la vendono una little rose?

Questo era l’ultimo esempio… almeno per ora. Infatti, siamo sicuri che, proprio in questo momento, qualcuno sta infierendo senza pietà sulla povera lingua inglese. Se vedi uno strafalcione da far spavento, lascia un commento qui sotto o scrivici su Facebook, Instagram o Twitter.

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Scritto da

Lily Flavia Silvestri

9 Post:

Emigrata a Londra dall’entroterra veneziano (con qualche tappa nel mezzo), cuffie perennemente nelle orecchie, libro in mano e macchina fotografica al collo. Traduttrice freelance dal 2015, collaboro alla TDM dal 2018.
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