Liscia, gassata o glitter?

Perché l’acqua frizzante in inglese scintilla? Eccoti alcune curiosità linguistiche dal mondo delle bevande gassate

Da bere con indosso gli occhiali da sole (segnalata da Giada)

Il brillio di uno specchio o corso d’acqua può essere descritto in inglese con il verbo to sparkle, ovvero “scintillare”; tuttavia, il participio sparkling può anche indicare l’effervescenza di una bevanda. Stando a quanto riporta l’Online Etimology Dictionary, già dal XV secolo si attesta in riferimento a vini frizzanti o spumanti, dato che le bollicine fanno luccicare il liquido come faville. In italiano, invece, l’acqua da bere non scintilla: in questo caso, la traduzione automatica si è persa in un bicchier d’acqua.

A ben vedere, in italiano avremmo una parola molto simile a sparkling: secondo il dizionario Treccani, fra le accezioni del verbo “brillare” si registra anche quella di “frizzare, spumare”, detto a proposito del vino. “Brillante” è anche un termine tecnico della scala di limpidezza dei vini: indica il massimo livello di limpidezza dovuta alla presenza di bollicine o a un colore splendente. Che dire invece della parola “brillo” per indicare una persona alticcia? Potrebbe derivare dal fatto che gli occhi diventano lucidi quando si è alzato un po’ troppo il gomito, oppure dal diminutivo del latino ebrius, ovvero “ebbro”. Ma torniamo alle bevande analcoliche, che già iniziamo a vederci doppio.

Nomi che confondono le acque

In italiano esiste anche l’acqua “brillante”, ma in questo caso non si tratta di vera e propria acqua: è il marchionimo di una bevanda gassata e aromatizzata, entrato nell’uso comune come sinonimo di “acqua tonica” (per quanto non sia ancora registrato dai dizionari principali). Sembra superfluo specificare che in entrambi i casi non si tratta di “acqua” nel senso stretto della parola, eppure addirittura l’Unione europea si è dovuta esprimere in merito. Nel Regolamento pubblicato il 28 febbraio 2019 si specifica che l’aggettivo “tonica” è esente dalla disciplina sui claim nutrizionali; in altre parole, l’acqua tonica può continuare a chiamarsi così pur non avendo proprietà tonificanti. La terminologia, ancora una volta, si dimostra tutt’altro che irrilevante.

Anche il nome seltzer o selzer ha origine da una marca. Un tempo indicava l’acqua delle sorgenti naturali di Niederselters, in Germania, imbottigliata e venduta già nel XVIII secolo. Tuttavia il marchio non fu mai registrato, e presto in inglese si iniziò a usare questo nome per qualsiasi acqua addizionata di anidride carbonica. In italiano, invece, con acqua di seltz” (dal nome francese di Niederselters) ci riferiamo all’acqua fortemente gassata ottenuta al momento con un apposito sifone, usata più nei bar che a tavola. Non tutte le bollicine sono uguali, insomma.

A complicare ulteriormente le cose, l’inglese registra diverse varianti diatopiche e diacroniche per indicare le bevande gassate. Se avessi ordinato una soda water in un bar statunitense degli anni Trenta del Novecento, ti avrebbero probabilmente servito un’acqua frizzante; dopo la Seconda guerra mondiale, il nome soda passò invece a indicare le bibite gassate analcoliche, come la cola. Nel Regno Unito e in Canada, invece, la soda water è l’acqua di soda usata nei cocktail, che negli USA si chiama però club soda, altro esempio di marchionimo diventato nome comune. Se vuoi altri esempi di come l’inglese cambia faccia da una sponda all’altra dell’Atlantico, leggi il nostro articolo sulle differenze tra inglese britannico e inglese americano.

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Scritto da

Beatrice Schembri

2 Post:

Italia, Euskadi, Inghilterra, Canada, Paesi Bassi, poi spera di fermarsi perché si è fatta una certa. Va in giro portandosi dietro la casa, tipo chiocciola, e qualche scatolone di libri. Sogna di imparare a dire "ho fame" in tutte le lingue del mondo.
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2 commenti su “Liscia, gassata o glitter?”

  1. Negli Stati Uniti si ricevono occhiate strane se si chiede acqua minerale naturale chiamandola still water come in UK e Irlanda!

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